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come pulire il marmo

Come pulire il marmo?” . Questo è uno dei quesiti più frequenti che casalinghe/i e non si pongono, quando hanno questo materiale in casa.

Il marmo è molto prestigioso e, sia che si tratti di pavimenti che di davanzali o bagni, richiede una serie di attenzioni aggiuntive rispetto agli altri materiali.

Certo, non si parla di una delicatezza paragonabile a quella del parquet, ma è comunque di più difficile manutenzione rispetto al cotto o al gres.

Vediamo dunque come pulire il marmo, come mantenerlo al meglio e perché scegliere questo materiale per la tua casa.

Come pulire il marmo e altri consigli per conservare questo materiale al meglio

Il marmo fa il suo debutto come materiale utilizzato in casa in tempi molto antichi: basti pensare agli antichi romani, che costruivano le loro immense vasche termali con questo materiale quasi indistruttibile.

Da allora, il marmo è sempre stato una costante nella costruzione di edifici privati, tanto all’esterno quanto, soprattutto, all’interno.

La storia dell’utilizzo del marmo prosegue infatti anche con il periodo rinascimentale, quello barocco e quello del romanticismo. Palazzi come la Reggia di Caserta e quella di Versailles esprimono a pieno questo gusto, con le loro maestose colonne e le scalinate in marmo.

Anche l’epoca contemporanea non è da meno. Il vero e proprio boom dei pavimenti in marmo si è avuto negli anni ’60 e ‘70, quando praticamente ogni casa aveva questo tipo di pavimentazione. Successivamente, questo rivestimento è quasi completamente sparito, per poi tornare prepotentemente in voga negli ultimi anni.

Come mai il marmo, nonostante i suoi alti e bassi, ha una storia così lunga e continua a essere preferito da moltissime persone?

come pulire il marmo

Perché è così diffuso?

Mia madre ha un tavolo in marmo, in cucina, da più di 30 anni. Quando io e le mie sorelle eravamo piccole, ci divertivamo a rincorrerci correndo intorno al tavolo, e mia madre impazziva per impedirci di dare sonore craniate sugli spigoli.

Questo per dire che il marmo, oltre a essere molto bello esteticamente, ha una caratteristica fondamentale: è ultraresistente.

Avete presente il detto “forte come una roccia”? Questo è dovuto al fatto che il marmo è appunto un tipo di pietra, che viene estratto da cave poste sul fianco delle montagne.

È facile, dunque, anche capire il perché della diffusione di questo materiale: molti anni fa si aveva una disponibilità più che abbondante di questo materiale, e si tendeva a utilizzare cave locali in modo da ottimizzare i costi del trasporto.

Con il tempo, la disponibilità del materiale è ovviamente calata, e l’introduzione di nuovi materiali, più facili da pulire, più economici e più innovativi, ha contribuito a una diminuzione del suo consumo.

Perché, quindi, ora il marmo è tornato in auge? Possiamo attribuire questo revival alle condizioni del commercio profondamente diverse. Oggi, con la globalizzazione, è molto più facile procurarsi oggetti che provengono da lontano, grazie ai costi abbattuti dei trasporti.

Questo ha consentito anche di conoscere nuovi tipi di marmo in commercio, in grado di soddisfare le esigenze e i gusti estetici più diversi.

Se prima il marmo di Carrara era considerato il top, oggi abbiamo un vastissimo campionario di colori e consistenze da cui attingere per il nostro arredamento.

Forme e colori

Prima di capire come pulire il marmo, è necessario fare la scelta giusta! Come abbiamo detto, in commercio esistono oggi numerose varianti e opzioni disponibili.

A ciò si aggiunge la possibilità di scegliere particolari rifiniture, che rendono ogni rivestimento unico.

Se il marmo lucido, caratterizzato da brillantezza e luminosità, resta quello “classico”, quello opaco e quello levigato sono invece realizzati con texture diverse al tatto e alla vista.

Il primo resta sicuramente più facile da pulire, i secondi al contrario sono più difficili da rovinare.

Scegliere quello giusto dipende quindi da una serie di fattori: l’ambiente in cui verrà posto, l’uso che se ne farà, l’usura a cui andrà incontro e il grado di attenzione che verrà posto nell’utilizzarlo.

Ecco, dunque, che per il bagno sarà da prediligere un marmo lucido e piatto, per facilitare le operazioni di pulizia e rendere l’ambiente più elegante.

Ecco un nostro lavoro in marmo:

come pulire il marmo

Per la cucina, invece, ci si può sbizzarrire con finiture diverse, che spaziano dalla levigatura alla spazzolatura e fresatura, che conferiscono opacità e piacevolezza al tatto.

Rendono, inoltre, la superficie più difficile da sporcare, anche se al contempo anche le operazioni di pulizia diventano meno agevoli.

Come pulire il marmo con i prodotti giusti

Se dunque per il bagno e i pavimenti le operazioni di pulizia non sono così complicate, come pulire il marmo della cucina e a cosa bisogna stare più attenti?

Diciamo che per le superfici abbastanza lisce, il pericolo principale è rappresentato dall’acidità: bisogna quindi fare estrema attenzione a tutti i cibi di natura acida, come pomodori, aceto e agrumi vari.

L’utilizzo di un tagliere e un’accurata pulizia con un detergente neutro subito dopo le preparazioni dovrebbero bastare a scongiurare problemi.

Che fare, invece, con le superfici levigate? In questo caso, si tratta di materiali più porosi, perché la finitura va a incidere sullo spessore della superfice creando dei minisolchi. Piuttosto che all’acidità, bisognerà quindi fare attenzione alle sostanze che possono penetrare in profondità come l’olio.

Esiste anche la possibilità di creare vere e proprie lastre di marmo personalizzate, con incisioni e decori: conviene però utilizzare soluzioni di questo tipo solo per pavimenti e pareti, in quanto i solchi risulterebbero estremamente difficili da pulire.

Anche con le lastre semplici è difficile capire come pulire il marmo tra un blocco e l’altro.  Per questo si tende a scegliere lastre molto grandi che, oltre a regalare pregio all’intero ambiente, consentono operazioni di pulizia più agevoli.

Le tendenze

Bene, ora che avete capito come pulire il marmo– è molto più facile di quello che sembra – potete divertirvi a scegliere la finitura che più vi piace.

Il nostro consiglio è di abbandonare il rosso Verona e il granito misto, tipico degli anni ’80. Oggi si prediligono le tonalità del bianco e dei toni freddi, tipiche dello stile nordico.

Questo consente anche di giocare con tutti i colori per le decorazioni, l’illuminazione e il tessile, donando ampia libertà di scelta.

Ecco alcuni esempi:

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