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Appartamenti e liti condominiali

Quante volte ti sei trovato protagonista o spettatore di liti condominiali, a volte anche pesanti? Il rapporto tra vicini è di assoluta importanza per condurre una vita serena: dopo una stressante giornata di lavoro non è il caso di combattere anche a casa.

Eppure, vuoi la poca chiarezza del regolamento condominiale, vuoi il vicino che fa orecchie da mercante, a volte è proprio impossibile tacere e, altre volte, si viene invece accusati per le minime mancanze.

Oggi scopriamo quindi cosa fare in caso di liti condominiali, specialmente nei casi più classici: rumori molesti, cani che abbaiano, parcheggi non rispettati e molto altro, in modo da essere preparati la prossima volta che il vicino suonerà il campanello!

Liti condominiali: cose da sapere in caso di disaccordo e come far valere i propri diritti 

Probabilmente la villetta in periferia che hai snobbato per un appartamento in centro non avrebbe presentato questi problemi: ogni tipo di casa ha i suoi vantaggi, e ognuno deve sentirsi libero di scegliere in base alle proprie priorità.

L’appartamento in condominio presenta lo svantaggio della condivisione degli spazi comuni e di una sorta di “vicinanza forzata”. In fondo, però, per non creare liti condominiali servirebbe soltanto il rispetto delle normali regole del quieto vivere e nulla di più.

I rumori molesti

Sicuramente la causa più comune di liti condominiali è il disturbo causato da rumori in condominio. Il cane che abbaia è un classico di ogni lite condominiale, che qualche volta riguarda anche i pianti dei bambini.

In questo caso bisogna fare riferimento al regolamento condominiale. La legge non prevede infatti degli orari in cui non è consentito fare rumore, ma si limita invece a disporre che i rumori, a qualunque ora, sianotollerabili.

Ovviamente la soglia di tollerabilità è relativa all’orario stesso: una lavatrice o un’aspirapolvere alle 11 del mattino recheranno meno disturbo rispetto alle 11 di sera. Basterà quindi rispettare il regolamento per evitare liti condominiali.

Ma cosa succede invece per i rumori che non si possono controllare, come quelli prodotti da bambini e animali domestici?

I neonati potranno piangere quanto vorranno, in nessun caso si potrà costituire un illecito civile o penale. Per quanto riguarda gli animali domestici, invece, il vicino potrà segnalare la situazione solo nel momento in cui si configuri un disturbo continuo, reiterato nel tempo e molesto, e non per un semplice abbaio al passaggio di un estraneo.

Inoltre, si può far intervenire le forze dell’ordine soltanto nel momento in cui il disturbo colpisca, indipendentemente dall’intensità, una pluralità di persone (come tutto il palazzo) e non un singolo vicino: quello che la legge tutela è infatti la quiete pubblica e non del singolo. Infine vale la pena ricordare che in nessun caso si potrà proibire agli inquilini di possedere animali domestici, come sentenziato dall’art. 1138 del Codice Civile.

comportamenti che scatenano liti condominiali

Altri motivi di disturbo

Non sono solo i rumori molesti a causare liti condominiali: c’è anche il barbecue sul terrazzo, l’acqua delle piante che cade al piano di sotto, le sigarette il cui fumo penetra nelle case altrui…

Anche qui esistono dei criteri per giudicare la rilevanza di certi comportamenti. Esiste infatti un vero e proprio reato di “getto di cose pericolose”, che riguarda mozziconi di sigarette e detersivi corrosivi, ma molto spesso si estende a fritture e grigliate e il semplice atto di innaffiare le piante, o ancora il sostare con l’auto accesa nei pressi di una finestra o balcone.

In tutti questi casi si parla di “molestia olfattiva”, ma è il singolo regolamento condominiale a imporre o meno il divieto di compiere certe azioni, o al limitarle in alcune ore della giornata.

Se così non fosse, a volte chiedere semplicemente al vicino di limitare questi comportamenti è sufficiente!

I lavori di ristrutturazione meritano invece un discorso a parte. Questi vengono in genere eseguiti in orari di lavoro, per cui non dovrebbero costituire particolari criticità. In ogni caso, non esiste una specifica legge al riguardo, per cui valgono le stesse norme degli altri rumori.

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Gli spazi comuni

Un altro problema molto spesso oggetto delle liti condominiali è quello dell’utilizzo degli spazi comuni. Un condominio presenta infatti una quantità variabile di aree che sono adibite a usi specifici e che sono fruibili da tutti.

Molto spesso, però, l’uso che si fa di queste aree non è quello consentito: ed ecco che immediatamente scatta la lamentela.

Il caso principe è quello dell’androne del palazzo utilizzato come deposito di biciclette o passeggini, ma anche i ballatoi dei diversi piani che si ritrovano a ospitare sacchi dei rifiuti o altri oggetti ingombranti.

Anche qui, è nel pieno diritto di ogni condomino richiedere l’immediata rimozione dell’oggetto che non ha ragione di essere in quel luogo. Dovrebbe però stare al comune senso civico capire quando quella situazione crei effettivamente disagio (dei sacchi dei rifiuti posizionati per ore nei pressi della porta con i relativi odori) e quando si potrebbe effettivamente anche chiudere un occhio (magari per un passeggino lasciato a piano terra da una madre in un palazzo senza ascensore).

Affidiamoci al buon cuore del nostro vicino!

Il problema dei morosi

il vicino che causa liti condominialiAffrontiamo una questione abbastanza spinosa per le liti condominiali, quella che riguarda le persone che non pagano la loro quota.

Molto spesso, quando si presentano situazioni del genere, l’intero condominio si accorda per costituire un fondo cassa che possa far fronte proprio a emergenze di questo tipo, e arrivare così a coprire la quota non versata.

Tuttavia, bisogna sapere che questa misura non è attuabile se anche solo uno di tutti i condomini non si dichiara d’accordo. In altre parole, può funzionare solo se si raggiunge l’unanimità (succede tutti i giorni alle riunioni di condominio, vero?).

Inoltre, in caso di assoluta emergenza, non è affatto vero che la casa del moroso non possa essere pignorata. O meglio: l’obbligo di “non toccare” la prima casa vige soltanto per il Fisco. Per tutti gli altri soggetti, invece, è possibile l’esecuzione forzata. Speriamo non si debba arrivare a tanto!

Quando è troppo tardi?

Per quanto si possa fare affidamento al buon senso, qualche volta questo non è possibile. Ecco quindi che si scatenano liti condominiali che possono portare a conseguenze anche molto serie. Prima di ricorrere a un avvocato per cause condominiali, però, si deve pensare a un’altra strada.

Dal 2013 esiste infatti la figura del mediatore, che si occupa proprio della risoluzione di conflitti di questo tipo.

In ogni città esistono diversi organismi del genere: prima di procedere per vie legali, in caso di lite condominiale è obbligatorio rivolgersi prima al mediatore. La pratica può essere avviata da una delle parti, inoltrando la richiesta di mediazione a uno degli enti disponibili.

Verranno quindi effettuati una serie di incontri, in presenza di un legale per ogni parte coinvolta – e dell’amministratore condominiale se ritenuto necessario – per tentare di arrivare a una risoluzione “pacifica”. Nel caso in cui questo non fosse possibile, si dovrà ricorrere al giudice di pace.

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